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Arturarte contemporanea

Presentiamo le Opere di Michele Marinaccio

 

 

Allestimenti delle opere

Michele Marinaccio

MICHELE MARINACCIO

Quale miglior cahier de voyage può esserci se non un memoriale. Pagine di un diario non personale, intimo o segreto, ma quello di una collettività umana, di un pezzo di società. Un diario dell’antropologia di un popolo, di un pensiero comune, di luoghi vissuti collettivamente. Carte vecchie, consunte, ingiallite dal tempo che in maniera sbiadita e con estrema volontà trattengono ancora, e forse per poco, lettere d’amore, appunti di lavoro, storie di amicizia. E’ così che Michele ci presenta il suo viaggio della memoria e del tempo; attraverso piccoli frammenti, collage di negativi e pellicole, materiali organici, foto di luoghi, di monumenti, fontane della Roma storica, scorci urbani del passato oggi quasi irriconoscibili. Ogni pezzo, ogni singolo accostamento o intervento trasformano e stravolgono l’immagine di partenza. Ogni volta si riparte, ogni volta si ricomincia il viaggio. La sequenza del memoriale non segue un andamento narrativo, ciascun racconto nasce e si esaurisce in quella piccola pagina. Ecco dunque che la farfalla appoggiata all’opera allude alla brevità della vita. L’insetto nasce, cresce, vive e muore nell’arco di una giornata. Sul piano della nostra percezione sensibile i frammenti di tempo hanno una vita brevissima, ma se riuscissimo a spaccare quel processo di scorrimento e a bloccare per sempre un istante, riuscire a fermarlo per racchiuderlo magari in una carta ingiallita, riusciremmo a perpetuare la vita, anche quella breve di una farfalla.

Nori Zandomenego

MICHELE MARINACCIO

What better cahier de voyage can there be than a memorial. Pages not of a personal, intimate or secret diary, but the diary of a human collectivity, a piece of society. A diary of the anthropology of a people, of a common way of thinking, of places where they collectively lived. Old papers, worn out, yellowed by time which in a faded way and with extreme willpower still hold, and maybe not for long, love letters, appointments for work, stories of friendship. It is like this that Michele presents us his journey of memory and time; through small fragments, collage of negatives and films, organic material, photos of places, monuments, fountains of historic Rome, urban slices of the past that today are almost unrecognizable. Each piece, every single combination or intervention uproots and transforms the initial image. Every time we leave again, every time we begin the journey again. The sequence of the memorial doesn’t follow a narrative course, each story is born and exhausts itself in that small page. Thus the butterfly resting on the work refers to the shortness of life. The insect is born, grows, lives and dies in the span of a day. On the level of our sensitive perception the fragments of time have a very short life, but if we could break up the process of flow and block one instant forever, maybe succeed in enclosing it in a yellowed piece of paper, we would be able to perpetuate life, even the short one of a butterfly.

Nori Zandomenego

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