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Fabio Mauri

Fabio Mauri

Fabio MauriFabio Mauri nato a Roma nel 1926, fece i suoi primi passi nel mondo dell’arte nei primi anni ’50, debuttando nel 1954 con una mostra personale alla Galleria del Cavallino di Venezia, dove espose i suoi primi dipinti e disegni su carta. Nel 1957 l’artista realizzò il suo primo Schermo, un’opera germinale su cui innestato tutte le successive ricerche artistiche.

A Roma, Mauri unì il suo impegno per le arti visive con quello di direttore teatrale e collaboratore nella casa editrice dello zio, Valentino Bompiani. Instaurò rapporti con artisti e intellettuali dell’ambiente romano intorno a Piazza del Popolo, collaborò a programmi televisivi, scrisse canzoni e opere teatrali. Fu vicino ai poeti del Gruppo 63, con alcuni dei quali fondò la rivista “Quindici” e “La Città di Riga.”

Negli anni ’70 Mauri spostò il suo focus verso la ricerca sul segno ideologico. La performance What is Fascism e la successiva installazione con performance ebrea, in cui Mauri mette in luce gli orrori prodotti dall’ideologia nazista-fascista, furono i primi risultati di quella ricerca. Successivamente, Mauri produsse numerosi capolavori, in cui decostruisce la macchina ideologica mettendone in evidenza le distorsioni e le aberrazioni.

Dopo la storica performance Intellettuale (1975), in cui Mauri proiettò il film “Il Vangelo Secondo Matteo” sul petto del regista Pier Paolo Pasolini, l’artista realizzò una serie di installazioni con proiezioni di opere cinematografiche su corpi e oggetti. Per Mauri, il mondo intero era uno schermo e il raggio di luce modificava il mandato di un oggetto creando nuovi significati, trasmettendo le proprie forme di pensiero su superfici non neutre che ne intercettavano il segnale.

Nel 1979 Mauri iniziò a insegnare all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila, dove creò, insieme ai suoi studenti, le performance Gran Serata Futurista 1909-1930 (1980) e Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca (1989). Nel 2000 ha fondato lo Studio Fabio Mauri – Associazione per l’Arte L’Esperimento Mondiale, volto alla produzione e conservazione delle sue opere e archivi. È venuto a mancare a Roma nel 2009.

Le opere di Fabio Mauri sono state esposte in prestigiose sedi internazionali come PS1 a New York, Walker Art Center a Minneapolis, Moca a Los Angeles, Philadelphia Civic Center Museum, Centre Pompidou, Jeu de Paume e Le Bal a Parigi, e La Caixa a Barcellona. Dal 1994, importanti retrospettive gli sono state dedicate presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Kunsthalle di Klagenfurt, il Museo Le Fresnoy di Lille, il Palazzo Reale di Milano, il Museo Madre di Napoli, il Museo del Cuore di Herning, Mo, il Museo del Novecento di Firenze, il Castello di Rivoli e le principali sale della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, il Museo Punta della Dogana di Venezia, Mamco a Ginevra, così come Documenta(13) a Kassel, la 14ª Biennale di Istanbul e sei Biennali di Venezia.

Opere

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