Cornici

L'arte di Massimo Lupoli
Massimo Lupoli

Massimo Lupoli

Artista

Biografia

Massimo Lupoli nato a Roma, Italia. Vive e lavora a Roma.

Massimo Lupoli si rifà a cinema, e fumetto, in quanto mezzi che raggiungono le persone in modo più rapido e diretto. Così i suoi supereroi come le sue cornici divengono simbolo della contaminazione culturale e della crisi che attraversa la società con i suoi modelli.

Come nella contemporaneità si esprime un ribaltamento della dialettica tra il pubblico e l’artista. Con un flusso di immagini che si impone ad un uomo fatto massa, il luogo di un arte che illumina l’uomo. Massimo Lupoli ribalta stilisticamente il concetto stesso del fare arte. Nella formula dei suoi brushes il colore è liberato dal pennello, che da strumento attivo diventa strumento passivo nel processo creativo del colore e dell’immagine.

Estrapola i simboli del vivere quotidiano dal loro contesto originario, ricollocandoli in una nuova ambientazione che conferisce loro nuovi significati e l’opportunità di assumere accezioni diverse. L’opera esposta in mostra è costituita da una fotografia sovraimpressa su una distesa di pennelli da pittore.

Federico Simonelli

Visioni quotidiane: l’arte di Massimo Lupoli

Oggetti contemporanei, ingigantiti o utilizzati in modo ripetitivo, rivivono in una dimensione apparentemente ludica, svelando un sentire più profondo, dove il “visionario” fornisce nuove chiavi di lettura.

Massimo Lupoli salva i prodotti del consumismo endemico e del vivere quotidiano e li colloca in nuovi luoghi, conferendo ad essi altri valori e inattese opportunità di significato. Sequele senza progressione nella serie. Come in un carosello, le Carte Napoletane sfilano in successioni non ordinate.

Nulla è programmato o studiato, neanche nei Segnali Stradali, dove le simbologie delle strade di diverse parti del mondo si incontrano casualmente nella stessa opera, dando vita ad un rebus metropolitano.

Una eccessiva interpretazione non serve a comprendere fino in fondo questi lavori. La loro essenza è nell’ hic et nunc. Oggetti che vediamo di continuo, che conosciamo da sempre, ma che qui ed ora riscopriamo con uno sguardo diverso e più consapevole.

Gli Eroi ci introducono in un ambito più intimo e personale, dove fantastici super-uomini commerciali si mescolano, nella mente dell’artista, con eroi biblici: Superman come Mosè.  Tutti, infatti, nel loro status di eroi non sono tali per meriti personali, ma in quanto “prescelti”. Una strana preghiera che l’artista volge all’Essere Supremo riconoscendone la superiorità. Un insolito connubio tra consumismo e misticismo, in cui anche le figure cartonate possono trasformarsi in uno strumento per riflettere su Dio.

Nella riproduzione di oggetti che appartengono alla coscienza consumistica collettiva, l’artista sembrerebbe rifarsi alle opere di Andy Wahrol. Ma Lupoli non ci invita a “consumare l’arte”, anzi, ci propone una visione pseudosacra anche del mondo commerciale.

E, infine, le grandi Cornici di legno rivestite di chiodi, coriandoli, costruzioni Lego, soldatini, tappi di birra, etichette, di chiara inspirazione duchampiana, che possono contenere altre opere o contenere il nulla. Forse nate per delimitare mentalmente uno spazio o per definire un limite fisico. Ma poi “il fare creativo” prende il sopravvento sull’idea iniziale e la cornice muta e si trasforma in altro: diventa base verticale che ospita la quotidianità e ciò che è sulla sua superficie è più interessante del concetto che l’ha generata.

Annalisa Di Domenico

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